domenica 26 maggio 2019

Mañana por la mañana


È curioso che il concetto di ‘domani’ in quasi tutte le lingue corrisponda a quello di ‘di mattina’.

La ‘mattina’ dei latini era māne, nominativo di mānis, che voleva dire ‘buono’. Questo significato permane ancora oggi nelle espressioni ‘di buonora’, ‘di buon mattino’.
Māne lo ritroviamo anche nella locuzione ‘da mane a sera’, in 'stamane' ma soprattutto in ‘settimana’.
La parola tardo latina demāne (che aveva sostituito cras per intendere il ‘domani’) era composta da dē e māne (cioè di buon mattino). Il francese e l’italiano lo ricordano (demain e domani), mentre in rumeno mâine è ‘domani’ e dimineață ‘la mattina’.

Il francese matin e l’italiana mattina, o mattino, provengono dalla (horam) matutina, vale a dire il momento dedicato dai Romani alla Mater Matuta, la dea dell’aurora.
Un'altra parola volgare latina per indicare l’inizio del giorno era māneāna, che ritroviamo nella spagnola mañana e nella portoghese manhã. ‘Domani’ per gli spagnoli è sempre mañana mentre per i portoghesi è amanhã, cioè ancora una volta ‘di mattina’.

Morgen nell’inglese antico e nel basso tedesco era ‘il mattino’, così è rimasto nel tedesco odierno a indicare anche il ‘domani’. Il tomorrow degli inglesi si è formato dalla preposizione tō e dall’antico morwen.

In finlandese, il termine arcaico huomenhaamu (la foschia mattutina) era composto dalla parola huomenna (domani) e da haamu (nebbia, bruma): l’attuale aamu sta invece a significare mattina.

E così il russo завтра (zavtra, domani), che è formato dalla preposizione за + yтро (utro, il mattino). Notiamo infine che la parola вчера (vcerà, ieri) è in relazione con вечер (vecer, che vuol dire sera): quindi, mattino = domani, sera = ieri.


mattina
(sostantivo)
domani
(avverbio)
LATINO
māne
crās
ITALIANO
mattina
domani
SPAGNOLO
mañana
mañana
PORTOGHESE
manhã
amanhã
FRANCESE
matin
demain
RUMENO
dimineață
mâine
INGLESE
morning
tomorrow
TEDESCO
Morgen
morgen
RUSSO
утро
завтра
POLACCO
ranek
jutro
FINLANDESE
aamu
huomenna
GRECO
πρωί
αύριο



domenica 19 maggio 2019

Saltellare e fischiettare


Dopo i verbi alterati con il suffisso –cchiare, vediamo oggi quelli in –ellare

balzellare
bucherellare
giocherellare
girellare
puntellare
trotterellare
saltellare
sbocconcellare
sgranellare

e quelli in –ttare

borbottare
fischiettare
imbellettare
infiocchettare
infiorettare
parlottare
picchiettare
scoppiettare
schioppettare
spezzettare
zappettare
zompettare



domenica 12 maggio 2019

Le architetture italiane

L’Italia ha nella straordinaria varietà degli stili architettonici una delle caratteristiche del suo paesaggio. Vediamo alcuni aggettivi riferiti alle chiese, dalle più antiche a quelle moderne, dal Nord al Meridione.


domenica 5 maggio 2019

Il baule delle parole dimenticate


PAROLA
SIGNIFICATO
sirocchia 
sorella
controstomaco 
di mala voglia
bertone 
protettore di prostitute
potulento 
che si può bere
appalparsi 
addormentarsi
deluditore 
colui che delude
cinquantare 
esagerare, gonfiare


domenica 28 aprile 2019

La corsa della corriera e il curriculum del fuoricorso


Il verbo latino cŭrrere (correre) ha originato molti altri verbi:

correre, accorrere, concorrere, decorrere, discorrere, incorrere, intercorrere, occorrere, percorrere, precorrere, rincorrere, scorrere, soccorrere, trascorrere…


oltre a un gran numero di sostantivi e aggettivi:


domenica 21 aprile 2019

Bianco come l'alba


Per i Romani l’albo (ălbum) era una tavoletta ricoperta di gesso o dipinta di bianco su cui erano riportati atti ufficiali, editti, liste di personalità. Deriva ovviamente da ălbus (bianco), così come l’alba, la luce bianca del mattino, o l’albūmen, il chiaro dell’uovo. 
Venti secoli più tardi quattro giovanotti di Liverpool pubblicano un disco senza nome né titolo né immagini: sarà il White Album, l’album (coerentemente) bianco…


domenica 14 aprile 2019

Migrazioni


Nella scarna ma efficace lingua dei nostri antenati indoeuropei il suono della consonante m indicava “il limite”. 
mā voleva dire misurare; da questa radice si formarono parole come materia (la sostanza che ha un limite), metro, mese, ma anche madre (colei che si occupa dei limiti della vita umana).
La forma mad, o med, produsse poi parole come meditare e medicare, cioè riflettere dell’esistenza e accudirla.
La radice rappresentata dalla vocale i significava invece camminare, avanzare, andare oltre. La ritroviamo nel latino ire, andare, o in gi’, presente in molte forme dialettali italiane.
id era l’andare verso la luce (in sanscrito vuol dire preghiera), in greco formò invece idea; in latino iu diede iuvenis (il giovane), colui che va avanti nella vita, mentre ius (la giustizia) era l’unione con la legge divina...
Il fonema della consonante g indicava il movimento, in particolare quello tortuoso. Il latino ignis (fuoco) viene da questo, come il gonía greco, che indica l’angolo, così come altre parole quali anguilla, sangue (che si muove nel corpo), angelo (colui che porta il messaggio). 
Dunque mīg (m+i+g, l’unione dei tre concetti) voleva dire andare oltre il limite, muoversi da un posto a un altro, sconfinare. Migrare. Questo verbo si è mosso insieme ai suoi parlanti, nel corso di secoli, sia verso l’Asia meridionale sia verso il continente europeo.
Andare oltre il limite. Tutte le grandi scoperte e le grandi intuizioni dell’umanità sono avvenute grazie allo sconfinamento, sia territoriale che mentale.
Agli italiani (o meglio a coloro che hanno abitato l’Italia) è sempre piaciuto molto migrare, muoversi, curiosare. “Un popolo di navigatori…”, si dice. È piaciuto andare oltre non solo ai trasmigratori, ma pure ai santi, agli artisti, ai poeti.

I Cesari fanno dello spostare continuo del confine delle province, il limes, la ragione di vita della stessa Roma. 
Francesco d’Assisi passa quasi tutta la sua breve esistenza (dopo la conversione) a predicare e camminare, arrivando una volta perfino in Egitto.
Fibonacci, il matematico viaggiatore, va oltre i limiti della matematica europea arricchendola con le competenze arabe.
Tommaso d’Aquino spende gran parte della sua vita studiando e insegnando tra le università di Parigi e Colonia.
Marco Polo e Matteo Ricci vanno oltre le barriere delle conoscenze geografiche e culturali viaggiando verso l’Oriente.
Dante vive gli ultimi vent’anni di vita in esilio e va oltre il limite, quello del mortale, immaginando di arrivare addirittura in paradiso.
Petrarca vive a lungo in Provenza per affinare il suo stile poetico e modellare la neonata lingua italiana.
Leonardo va oltre i limiti delle nozioni conosciute della scienza e della tecnica, osservando e sperimentando (ed emigrando in Francia).
Colombo e Vespucci vanno ben oltre le colonne d’Ercole, per curiosità e per bramosia.
Rossini è italiano fino al midollo, eppure preferisce vivere a Parigi 25 anni.
Garibaldi va oltre l’oceano a portare la sua idea di rivoluzione.
Toscanini e Fermi espatriano in disaccordo con l’oscenità del fascismo, emigranti come milioni di connazionali.

domenica 7 aprile 2019

Quello che striscia, quello con l’ascia…


La curiosa etimologia di alcune parole di origine greca riferite ad animali:

ippopotamo
“il cavallo di fiume”
da hippopotamus (hippos: cavallo; potamos: del fiume)

camaleonte
“il leone strisciante”
da khamaileon (khamai: basso, a terra; leon: leone)

coccodrillo
“quello che si insinua fra le pietre”
da krokodeilos (kroke: sassi, ciotoli; drilos: insinuarsi, infilarsi)

rinoceronte
“quello dal corno nel naso”
da rhinokeros (rhinos: naso; keras: corno)

tartaruga
“l’abitante del Tartaro”
da tartaroukhos? (da Tartaros: luogo mitologico; oikos: abitante)

pellicano
“quello con l’ascia”
da pelekan (da pelekys: ascia)

ornitorinco
“quello con il becco da uccello”
da ornitorynchos (ornis: uccello; rynchos: becco)

delfino
“quello che sembra un grembo”
da delphys (grembo)

dinosauro
“la lucertolona terribile”
da deinos (terribile) e sauros (lucertola)

scoiattolo
“quello che fa ombra con la coda”
da skiouros (skia: ombra; oura, coda)
 


domenica 31 marzo 2019

Parole che si trasformano


TERMINE
SIGNIFICATO ORIGINARIO
SIGNIFICATO ATTUALE
ministro
servitore
membro del governo
satellite
guardia del corpo
corpo intorno a un pianeta
inaudito
mai udito prima
inconcepibile, straordinario
cancellare
chiudere con un cancello
togliere, depennare
allegro
alacre, svelto
gioioso, di buon umore
castigare
rendere casto
punire